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Parole in rima – le storie, quelle belle…

Photo by Federica Maccari

Le storie, quelle belle, si nascondono inaspettate
Non solo dietro delle copertine ricercate
Di romanzi d’amore o d’avventura
In cui ogni personaggio è descritto con cura;


Le storie belle si raccontano anche in un film di un paio d’ore
Con quelle scene mozzafiato che ti fanno venire il batticuore
Perché in quella scena può cambiare tutto quanto
E può dare alla storia un senso, o rompere l’incanto
Della trama: e allora il respiro si trattiene
E si aspetta di vedere le altre scene.
Ma una bella storia può esser descritta con abilità
Tramite qualche minuto di pubblicità:
Ho pianto, forse un po’ troppo spesso,
Per qualche spot in televisione trasmesso
Che raccontava qualche evento nato da un’incomprensione
In cui molto spesso era presente un genitore
Il cui figlio non si rendeva conto
Che a seconda di un evento, la vita poteva cambiare in un secondo:
“Ricorda di amare chi ti sta accanto,
Prima che tu lo debba piangere al camposanto”
Questo il messaggio che si voleva far passare,
Per poi scoprire che un’assicurazione si voleva pubblicizzare.
Una bella storia può anche esser raccontata
Con un videoclip di una storia animata
Che faccia da promozione per una canzone
E che cattura immediatamente la tua attenzione
Tant’è che quasi ci rimani male
Se sul finale, studiato in modo magistrale,
Sembra quasi che un seguito bisogni aspettare
Per vedere dove la storia voglia andare a parare.
Per non parlare delle trame dei videogiochi,
Di cui purtroppo ne parlano ancora in pochi,
Eppure alcune di quelle storie son meravigliosamente raccontate
A volte solo con dialoghi ben strutturati, o immagini studiate
E mi son spesso commossa durante i vari capitoli,
Senza neppure giocare personalmente tutti i titoli
Ma limitandomi a guardare chi a giocare è già capace
E durante la partita fa un bel commento divertente e perspicace:
I personaggi crescono psicologicamente e si scopre il loro passato
Se son ben costruiti il giocatore si ritrova appassionato
Della storia, che se ha un senso ed ha i giusti collegamenti
Può competere con le migliori storie trasposte con altri investimenti.
Così come nei fumetti, o nei manga, che con pochi disegni e tratti
Sono in grado di raccontare le emozioni e lasciarci stupefatti
Perché ci commuoviamo per dei personaggi disegnati
A volte in modo imperfetto, ma con i sogni ben delineati,
E partono immediatamente le “ship” per i protagonisti
E si sogna che riescano a superare tutti gli imprevisti
Arrivando alla fine della storia più maturi e realizzati
Con un finale per loro dove i loro sforzi e disavventure son premiati.
Insomma, le Storie belle, quelle che rimangono nel cuore, quelle davvero buone
Le possiamo trovare dappertutto, se facciamo un po’ di attenzione:
Basta denigrare videogiochi, fumetti e cartoni
A “cose per bambini”, come fossero delle giustificazioni
Per classificare chi abbiamo davanti in base all’età
E dargli dell’immaturo, in base all’identità
Che uno è abituato a pensare come normale
A causa della società a cui piace catalogare.
Apprezziamo una storia per quel che è
E presto non ci chiederemo neppure perché
Si sia scelto di raccontarlo in una certa maniera
Rendendosi conto che c’era bisogno di quell’atmosfera
Per far immergere lo spettatore all’interno della scena:
E finalmente si potrà godere in maniera serena
Della creatività del team che c’è dietro la storia
E decideremmo se vale la pena di inserirla nella nostra memoria.

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