,

Suea Saming: la tigre mannara delle leggende thailandesi

Ragazza seduta su una roccia accanto ad una tigre bianca
Photo by Sarah Richter | Pixabay

Tra le leggende che vengono raccontate dai thailandesi e dal popolo Kariang, ce ne sono diverse che riguardano una creatura selvaggia, conosciuta con il nome di Suea Saming (เสือสมิง). Si tratta di una “tigre mannara“, in grado di trasformarsi in tigre o uomo, che si avvicina ai villaggi e alle case vicino alle foreste per uccidere e mangiare gli uomini e donne ignari che le si avvicinano.

Una tigre in grado di trasformarsi in uomo?

Secondo le credenze, le Suea Saming sono più grandi rispetto a una normale tigre, e sono anche molto più astute e intelligenti.

Al contrario dei licantropi o lupi mannari, che sono uomini che si trasformano in lupi nelle notti di luna piena, le Suea Saming sono tigri che hanno mangiato carne umana in grandi quantità, acquisendo lo spirito delle loro vittime.

Ciò avrebbe permesso loro di acquisire una forma umana e di passare da una forma all’altra a proprio piacimento – anche se, solitamente, nelle leggende le Suea Saming possono diventare tigri solo di notte.

Ci sono leggende di Suea Saming che assumono l’aspetto di donna, per avvicinarsi a uomini ignari che avrebbero poi divorato nottetempo, ma non mancano storie in cui una Suea Saming abbia assunto le sembianze di un Phra Thudong (พระธุดงค์), ovvero di un monaco pellegrino.

Più spesso, le Suea Saming imitano le voci dei familiari di chi si trova nella foresta di notte o di creare illusioni; le case tipiche thailandesi infatti hanno la forma di palafitte, su cui le tigri non riescono a salire. Per questo motivo le Suea Saming devono riuscire a far sì che le loro vittime scendano a terra per poterle divorare.

Non solo Thailandia

Le leggende sulle Suea Saming sono raccontate anche dal popolo Kariang, originari del Tibet, ma che al momento ha la maggior parte della sua popolazione situata nella zona orientale della Birmania, al confine con la Thailandia, nella regione Kayin, conosciuta anche come stato indipendente del Kayin.

La leggenda thailandese della Suea Saming
Photo by bloggang.com

Phra Thudong e Suea Saming

I Pra Thudong sono monaci buddisti pellegrini che viaggiano da un tempio all’altro, da una provincia all’altra, accampandosi dove capita, spesso anche nelle foreste. I Pra Thudong hanno diverse cose con sé, da utilizzare durante il loro pellegrinaggio, ed in particolare hanno una specie di piccola tenda da usare per riposare la notte, nel caso in cui si trovino a dover dormire all’aperto.

Per questo motivo ci sono molte storie di monaci pellegrini che hanno incontrato una Suea Saming, ma si crede che se un monaco abbia una grande fede e una grande concentrazione, la Suea Saming non gli farà alcun male. Ma anche i monaci tendono a cercare di evitare questi incontri, poiché riuscire a mantenere la calma e rimanere concentrati davanti ad una figura del genere è tutt’altro che semplice, anche per i monaci.

monaco buddista con ombrello che cammina in una foresta di notte
Photo by Darkmoon_Art | Pixabay

Una delle leggende più comuni

Tra le storie più comuni, ce n’è una del popolo Kariang che parla di due cacciatori, che non riuscirono a tornare al villaggio prima del calar del sole. I due si rifugiarono in una palafitta, per non passare la notte a terra, e durante la notte uno dei due sentì la voce di sua moglie chiamarlo ai piedi del loro rifugio. La donna lo chiamava per nome piangendo, dicendogli che il loro unico figlio aveva la febbre alta e che lei non sapeva cosa fare. L’uomo, preoccupato, fece per uscire dalla palafitta, ma l’amico lo fermò, chiedendogli se non gli sembrasse strano che sua moglie fosse riuscita a trovarli in piena notte nel mezzo della foresta.

Il vecchio del villaggio ci ha sempre raccomandato di fare attenzione alla Suea Saming che si aggira di notte da queste parti, credi davvero che sia tua moglie quella che ti sta chiamando?

L’uomo si fermò a ragionare, e concordò con l’amico, ignorando i pianti della moglie. Dopo un po’, i due sentirono nuovamente dei passi sotto la loro palafitta, accompagnati da una voce che recitava:

Ecco, guardate quanto è crudele quest’uomo! Non ha ascoltato i richiami della moglie, e ora non solo suo figlio è morto per la febbre, ma anche quella povera donna è inciampata sulla via di casa ed è morta!

L’uomo, sconsolato, si affacciò dalla palafitta, e vide degli uomini trasportare due corpi su una larga asse di legno. L’amico lo fermò nuovamente, chiedendogli se non gli sembrava strano che quegli uomini passasserò proprio di lì.

Se davvero tuo figlio e tua moglie fossero morti, li avrebbero seppelliti al villaggio, non in mezzo alla foresta! E soprattutto, se davvero tua moglie fosse inciampata e fosse morta, non avrebbero potuto trovarla in così poco tempo in una notte buia come questa! Facciamo così, prova a sparare un colpo e vediamo cosa succede…

L’uomo, convinto dalle parole dell’amico, tirò fuori il fucile e sparò nella direzione delle persone che aveva intravisto. Non si sentì nessuna parola in risposta, e sgranando gli occhi, ad entrambi sembrò di non vedere più alcuna ombra muoversi.

Il mattino seguente, i due scesero dalla palafitta, e videro sul terreno tutto intorno alla base delle orme di una grossa tigre. L’uomo rabbrividì, e ringraziò l’amico per avergli impedito di scendere a diventare il pasto della Suea Saming.

tigre nella foresta
Photo by ckstockphoto | EnvatoElements

Magia nera e olio di Suea Saming

Si crede però che un uomo, o donna, possa diventare una Suea Saming se si cosparge il corpo con l’olio di una Suea Saming, oppure tramite riti di magia nera. È solitamente su queste credenze che si basano la maggior parte dei telefilm e film realizzati negli ultimi anni.

Suea Saming nella cultura popolare

Il fascino della Suea Saming ha portato i thailandesi a realizzare diversi prodotti riguardanti questa creatura, da fumetti, film e telefilm.

Uno dei film più recenti è del 2014, e si chiama SMING. Forse è stata una svista da parte dei traduttori, poiché in thailandese la parola สมิง non presenta la lettera “A” che risulta quindi “invisibile”, ma è stato scelto di non mettere la A neppure nel nome inglese, nonostante la pronuncia di questo termine sia effettivamente “Sa-Ming“.

Il telefilm che però ho visto io è Suea, del 2013, una storia ambientata ai nostri giorni in cui la protagonista non è consapevole di essere una Suea Saming, e lo scopre, suo malgrado, a causa di un’altra Suea Saming che la sta cercando.

Okay, gli effetti speciali di questo telefilm possono fare storcere il naso in diversi momenti, ma la storia non era così male (anche se purtroppo all’epoca non l’avevo seguito con troppa assiduità, visto che lo trasmettevano al mattino e riuscivo a vedere solo i primi 15-20 minuti prima di dover andare al lavoro).

La leggenda thailandese della Suea Saming
Photo by Wikipedia

Non ho trovato un trailer, quindi vi lascio direttamente il link alla prima parte della puntata, se volete dare un’occhiata (all’inizio non ci sono molte parole, a parte le parole dei cacciatori che stanno dando la caccia alle due Suea Saming nella foresta. Quando catturano una delle tigri e la portano all’accampamento, la ragazza chiede alla sua balia di raccontarle la storia della Suea Saming, mentre alla fine della prima parte, il vecchio zio impazzito dapprima pensa che la nipote sia la tigre che aveva ucciso in passato, poi la avverte che quella tigre non era ancora morta, e che tornerà presto se non interverrà in tempo).

2 risposte a “Suea Saming: la tigre mannara delle leggende thailandesi”

  1. Avatar maurizio
    maurizio

    ciao!
    ho trovato questo tuo blog e questa storia cercando leggende orientali sulle “tigri mannare” dopo aver letto su un libro un riferimento ad un altro testo dal titolo “alla ricerca degli uomini tigre:la tradizione delle tigri mannare nella cultura khasi”.
    essendo un appassionato di cultura pop giapponese(anime,manga,film ecc…)sto facendo ormai da alcuni anni una ricerca sulle fonti di ispirazione alle quali hanno attinto alcuni autori di serie tv degli anni ’70.
    diciamo che quello che hai postato mi porta a proseguire nella mia ricerca che anche in questo,trova un senso…

    a parte questo,volevo chiederti se in thailandia(che ho visistato circa 12 anni fa)ci sono storie su son goku(nome giapponese di sun wukong)”lo scimmiotto di pietra” o “re delle scimmie” protagonista del racconto cinese “viaggio verso occidente”…sono certo che anche li come in gran parte di oriente(sud est asiatico ed estremo) c’è qualche luogo considerato “di sosta” o di passaggio del monaco che ha intrapreso davvero quel viaggio e magari qualche tempio o monumento dedicato alla scimmia…..

    1. Avatar Federica

      Ciao Maurizio! sono contenta ti sia piaciuto l’articolo sulle tigri mannare, sono delle figure davvero lontane dal nostro immaginario, soprattutto se le compariamo ad esempio ai lupi mannari, che hanno un background completamente differente. Conosco bene la storia di Sun Wukong, mi ero appassionata alle origini di questa storia fin da quando scoprii l’anime di Saiyuki su MTV. Qui in Thailandia la storia originale del Viaggio verso Occidente è conosciuta ed è possibile trovarla sotto varie forme, anche come serie televisive e come spettacoli teatrali. Sun Wukong qui è conosciuto con il nome di “Heng Jia” ( เห้งเจีย ) mentre la storia del Viaggio verso Occidente è conosciuta con il nome “Sai Hiu” ( ไซอิ๋ว ).
      Diciamo però che oltre a questo, in Thailandia non c’è un vero e proprio culto per Sun Wukong e i suoi compagni di viaggio, sono più visti come una delle tante leggende legate al buddismo. Sebbene si possano trovare statue da mettere in casa, sono perlopiù le famiglie di origine cinese che possono avere in casa una rappresentazione di Sun Wukong (anche se personalmente le famiglie cinesi che ho conosciuto preferiscono statue di altri personaggi del buddismo cinese). Questo perché il buddismo ufficiale thailandese è il Theravada, più vicino ai miti indù, mentre il monaco della storia di Viaggio ad Occidente appartiene ad un’altra scuola di pensiero buddista che si è sviluppata solo in Cina, ma che molte famiglie cinesi si sono portate con sé durante le loro migrazioni.
      Personalmente, mi è capitato sovente di sentir parlare più della scimmia bianca Hanuman rispetto a Heng Jia / Sun Wukong, ma qui entrambi i miti cinesi e indù vivono fianco a fianco in maniera pacifica. Nei templi buddisti thailandesi, se ci sono statue o rappresentazioni di scimmie si tratta solitamente di Hanuman e del suo esercito, ma non ho frequentato abbastanza templi buddisti cinesi per confermarti che in essi ci sono statue di Sun Wukong o dei suoi compagni di viaggio, anche se la cosa credo potrebbe essere fattibile.

      Spero di essere riuscita a rispondere alle tue curiosità! Buon proseguimento con le tue ricerche!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *