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Thailandese: quando la lingua riflette la cultura

Thailandese: quando la lingua riflette la cultura
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Si dice che per capire davvero una cultura non basti vivere a contatto con la gente del luogo, bensì sia necessario impararne anche la lingua; ma non spaventatevi, non dovete impararla alla perfezione, ma già venendo a conoscenza delle espressioni di uso comune, del modo di rivolgersi agli altri, e al modo di parlare di se stessi può farvi capire quanto è diversa quella cultura dalla vostra.

Oggi quindi andremo a vedere insieme 7 espressioni quotidiane che in italiano vengono usate comunemente ma non hanno un corrispettivo thailandese: siete pronti?

1. Come stai?

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Photo by bckfwd on Unsplash

Come vi avevo già parlato in questo post, non esiste un corrispettivo thailandese per la generica domanda “come stai?”. Un thailandese però dimostrerà di interessarsi a voi chiedendovi se avete già mangiato forse perché se uno ha la pancia piena sicuramente sta meglio di qualcuno con la pancia vuota!

2. Buon Appetito!

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Ebbene sì, quando sarete a tavola insieme ad altri thailandesi nessuno vi augurerà “buon appetito”; anzi, tra colleghi e amici stretti potrebbe anche succedere che, se prendete un piatto singolo, ognuno cominci a mangiare non appena arrivi il suo piatto, senza aspettare gli altri.

Ma in casi più formali rispetto ad una semplice pausa pranzo, in cui magari si hanno i minuti contati prima di dover tornare a lavorare, l’etichetta vorrebbe che si serva per prima la persona più anziana della tavolata, e che si possa cominciare a mangiare solo dopo che questa persona abbia dato “inizio” al pasto. Questo “onore” può anche essere passato agli ospiti, quindi se siete a tavola con dei thailandesi e li vedete insistere perché siate i primi a servirvi, tenete a mente che questo è una forma di rispetto nei vostri confronti.

3. Cin Cin!

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Rimanendo a tavola, qui non si usa dire nulla quando si fa un brindisi, ma ci si limita a far toccare i propri bicchieri, siano essi di champagne o di birra.

4. Salute!

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In Thailandese non esiste un’espressione da dire dopo che uno ha starnutito; e sebbene potete comunque esclamare “God bless you!” sappiate che in realtà uno starnuto nella cultura thailandese può scatenare un simpatico scherzo se si è in confidenza con la persona che ha starnutito.

In pratica, dopo uno starnuto, o una serie di starnuti, può essere che chi ha starnutito dica scherzosamente a chi gli sta accanto se si sia lavato, facendo quindi intendere che lo starnuto sia stato causato dal cattivo odore dell’altra persona.

Lo scherzo può essere facilmente “girato” se chi è accanto a chi ha starnutito pronuncia la domanda prima dell’altro.

Personalmente però questo scherzo non mi hai fatto ridere granché, ma se qualcuno dovesse chiedervi se vi siete già lavati, sappiate che non vi sta criticando, ma più facilmente sta cercando di fare il simpatico.

5. Prego

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Non esiste una vera e propria espressione da usare dopo che qualcuno ci ha ringraziato. Se è vero che in italiano una normale conversazione può finire con un:

  • Grazie!
  • Prego!

In thailandese dopo il “grazie” si può semplicemente sorridere o usare la particella “KA” se siete donne oppure “KRAP” se siete uomini.

6. Buongiorno!

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Molti stranieri pensano che i thailandesi siano maleducati, perché non salutano.

Ed è vero, o meglio: i thailandesi tendono a salutare, con il tipico “WAI”, ovvero congiungendo le mani al petto, solo alcune persone di una classe sociale più elevata rispetto alla loro (il proprio superiore a lavoro, i funzionari degli uffici pubblici, i monaci ecc…) o persone a cui vogliono mostrare rispetto, o che incontrano per la prima volta.

Ma tra persone che si frequentano e si vedono spesso, solitamente non ci si saluta: tra colleghi di lavoro è abbastanza insolito scambiarsi il “WAI”, così come solitamente non si salutano le commesse dei negozi o le cameriere nei ristoranti.

E neanche quando si torna a casa ci si saluta: può capitare che un bambino arrivi da scuola, e trovando i genitori a casa non li saluti, ma cominci direttamente una conversazione con loro.

Non è maleducazione, è che qui i saluti non sono così frequenti come succede in Italia.

7. Per favore

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Questa è l’espressione la cui mancanza mi ha lasciato più confusa: se i bambini non devono aggiungere le parole “per favore” quando chiedono qualcosa, come si fa a capire se si stanno rivolgendo in maniera cortese o meno ad un adulto?

Poi mi sono ricordata che in effetti la lingua thai di per sé presenta già diversi modi di esprimersi, e a seconda della formalità che pretende la situazione, esistono diversi termini che però hanno lo stesso significato, ed ognuno di questi termini appartiene a un modo di esprimersi diverso.

Per esempio, la parola “mangiare” nel linguaggio colloquiale è “KIN”, ma se parliamo in linguaggio più tecnico, si deve usare il termine “RAP-PRATAN-AHAN”, ed esiste un ulteriore termine per quando ci si riferisce all’ambiente di corte, ovvero “SAVOEY”.

E penso che sia proprio per questo motivo che non esiste l’espressione “per favore” in thailandese.

Allora, cosa ne pensate di queste mancanze?
E sapete dirmi se invece in altre lingue e culture più vicine all’Italia, come il francese, l’inglese, lo spagnolo e il portoghese esistono queste espressioni di uso comune?

Se il post vi è piaciuto, non dimenticate di condividere queste curiosità con qualche amico; per oggi è tutto, ci sentiamo nel prossimo post!

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