A volte non è necessario recarsi in città per vedere delle grandiose opere d’arte. Nella piccola cittadina di Khong Chiam ( โขงเจียม – da leggersi con “c” dolce, e quindi “ciam” o “jiam”, ma tenete a mente che la trascrizione ufficiale che troverete nei cartelli riporta “Chiam”), situata nel nord-est della Thailandia nella provincia di Ubon Ratchathani, ci si può infatti imbattere in un gong gigantesco, consideratoil gong più grande al mondo.

Posto all’interno del tempio Wat Tham Khuha Sawan ( วัดภ้ำคูหาสวรรค์ ), questo enorme gong colorato, che vi mostro qui grazie alle foto di Francesco Franceschi, presenta una targa che recita:
Il Gong Gigante realizzato per celebrare la comunità dell’ASEAN e dedicato ai primi insegnanti da Phrakru Phiphattanakorn e i suoi discepoli, 15 marzo 2016
Accanto alla statua c’è un belvedere panoramico che permette di ammirare il fiume Mekong, oltre il quale si estendono i territori del Laos. Da questa terrazza inoltre non manca anche un punto ideale per farsi la foto con il gigantesco gong.

Gli artigiani dietro il gong più grande del mondo
Si ipotizza che a realizzare quest’opera grandiosa siano stati gli abili artigiani dei villaggi situati nella vicina cittadina di Phibun Mangsahan, famosi per la produzione di gong in bronzo e in ferro, destinati sia ai templi, sia ai gruppi di musica classica thailandese.
Il gong ha un diametro di 20 metri, un’altezza complessiva di 26 metri e pesa 18 tonnellate.
Queste dimensioni lo rendono effettivamente il gong più grande del mondo, record precedentemente attribuito al gong del tempio Wat Phra That Hariphunchai ( วัดพระธาตุหริภุญชัย ) della provincia di Lamphun, che risale al 679. Questo gong è attualmente visibile all’interno di un padiglione aperto, costruito nel 1937 per sostituire la precedente struttura del 1882 composta da due pilastri e una trave.


Le bandiere rappresentate sul gong più grande del mondo
Questo gong è molto colorato, non solo per lo sfondo nero che mette in risalto le decorazioni dorate, ma anche per la presenza di 11 bandiere, che rappresentano gli stati membri dell’ASEAN.

In ordine, partendo dalla bandiera centrale in alto, che altro non è che bandiera stessa dell’ASEAN, possiamo riconoscere:
— 🇱🇦 Laos
— 🇲🇾 Malesia
— 🇲🇲 Myanmar (Birmania)
— 🇻🇳 Vietnam
— 🇰🇭 Cambogia
— 🇧🇳 Brunei
— 🇸🇬 Singapore
— 🇮🇩 Indonesia
— 🇵🇭 Filippine
— 🇹🇭 Thailandia
Degli stati membri manca solo Timor, che è entrato ufficialmente nell’associazione nel 2025, mentre la Papua Nuova Guinea si trova attualmente tra gli stati interessati ad aderire, dopo aver mantenuto lo status di osservatore sin dal 1976.

Cos’è l’ASEAN: un’associazione che va oltre le differenze
Ma cos’è l’ASEAN e perché è stato ritenuto tanto importante da garantirsi un’opera del genere? L’ASEAN è l’associazione delle nazioni del sud-est asiatico, fondata nel 1967 con la dichiarazione di Bangkok, e che ha la propria sede centrale a Jakarta, in Indonesia.
Alcuni potrebbero paragonare questa organizzazione all’idea di “Europa”: ed in effetti, i membri fondatori (Filippine, Indonesia, Malesia, Singapore e Thailandia) sono partiti proprio dal concetto di unità economica, politica e culturale.
Lo scopo principale dell’ASEAN è quello di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca fra gli stati membri per accelerarne il progresso economico e aumentare la stabilità del sud est asiatico, con l’intenzione di presentarsi come un’unità compatta nel panorama mondiale.
Curiosità: i membri dell’ASEAN comunicano tra loro in inglese, e la presidenza dell’organizzazione cambia di anno in anno. Nel 2025 il presidente è stato il capo di stato della Malesia, mentre nel 2026 la posizione è attualmente ricoperta dal leader delle Filippine.
Percezione dell’ASEAN in Thailandia
Le differenze tra i vari paesi, la corruzione e le tensioni tra stati (basti citare i conflitti tra Thailandia e Cambogia), rendono questa organizzazione meno stabile rispetto alla controparte europea, anche a causa del principio di non-interferenza riguardo alle questioni interne dei singoli paesi.
Nonostante queste difficoltà però, l’ASEAN ha ottenuto negli anni diversi successi, ed è percepita dalla popolazione in maniera positiva per lo sviluppo dei singoli paesi e per le molte opportunità che un’unione del genere comporta per le persone. Ad esempio ci sono diversi programmi di studio (simili all’Erasmus europeo) che permettono agli studenti di espandere le proprie possibilità e studiare in uno degli altri paesi dell’ASEAN.
E questo approccio positivo è sicuramente ciò che ha spinto gli artisti a realizzare questo gong: nella speranza di un futuro pacifico e collaborativo con quelli che i thailandesi spesso definiscono “Phratet Puean Baan” ( ประเทศเพื่อนบ้าน ) ovvero “gli stati amici, vicini di casa”.


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