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La Costituzione Thailandese

La Costituzione Thailandese
Photo by euractiv.com

Il 10 Dicembre in Thailandia si festeggia la Costituzione thailandese, redatta nel 1932 quando lo stato ancora si chiamava “Siam”.

L’allora re Rama VII, a seguito della crisi economica mondiale che portò allo sfociare della rivoluzione siamese nel 1932, chiamò un gruppo di intellettuali e militari per cercare di trovare una soluzione.

Fu così che i poteri del re furono ridimensionati, e ci fu la transizione da monarchia assoluta a monarchia costituzionale.

In particolare è proprio questo passaggio che viene festeggiato dai thailandesi, che possono affermare come la rivoluzione siamese è ricordata come “colpo di stato avvenuto senza spargimenti di sangue” o “bloodless coup d’etat” volendo utilizzare i termini inglesi.

Precedentemente, da quanto risulta, le leggi siamesi erano basate sui testi sacri induisti, in particolare il Dhamasustra, e quelle leggi erano le stesse applicate in India e nei paesi limitrofi.

Re Rama VII, dopo aver firmato la prima Costituzione del paese, annunciò che da quel momento in avanti “il potere appartiene al popolo”, instaurando dunque le prime basi per la democrazia.

Dopo il 1932 la Thailandia vedrà alternarsi 18 Costituzioni soprattutto a causa dei numerosi colpi di stato militari che resero la situazione politica instabile; ogni qualvolta i militari prendevano il potere, essi abrogavano la costituzione esistente, per poi promulgarne una nuova, ma nonostante tutti questi cambiamenti, nessuna costituzione ha mai eliminato completamente dalla scena politica la famiglia reale, continuando a chiamare la Thailandia una “monarchia costituzionale”, sebbene ci fosse stato in passato la possibilità di proclamare la Thailandia uno stato democratico.

Si dice che sia stato il rispetto e l’ammirazione che da sempre i thai provano per la famiglia reale e per ciò che la monarchia ha fatto per il popolo a “impedire” questo cambiamento, ma altri pensano invece che per i militari convenga mantenere lo schema politico invariato, per riuscire a mantenere meglio il potere nelle loro mani.

Attualmente, in Parlamento si sta votando per cambiare e/o abrogare alcune leggi promulgate durante l’ultimo colpo di stato militare, ma non vi saprei dire se sarà emanata una nuova costituzione oppure no; penso che dovremo aspettare ancora qualche mese prima di avere una risposta a questa domanda.

La Costituzione Thailandese
Photo by learnthaiwithmod.com | Il monumento dedicato alla democrazia, chiamato Anusawari Prachathipatai si trova a Bangkok

Ma come viene festeggiato questo giorno?
Parate, fuochi d’artificio e in televisione spesso vengono proposti contenuti inerenti la storia thailandese; è particolare comunque vedere come, sebbene la festa dovrebbe avere come protagonista la democrazia, rappresentata appunto dalla prima costituzione che ha portato alla fine della monarchia assoluta, i thailandesi festeggino invece la monarchia e ricordino la sua grandezza nel cedere volontariamente il potere nelle mani della popolazione.

Alcuni occidentali potrebbero storcere il naso, dicendo che la monarchia ha fatto “il lavaggio del cervello” ai thailandesi, tramite una pubblicizzazione eccessiva della famiglia reale e utilizzando la legge sulla lesa maestà per evitare qualsiasi “voce fuori dal coro”.

Il fatto è che in realtà i thailandesi sono davvero affezionati alla famiglia reale, la quale è ancora molto attiva socialmente, tramite la partecipazione ad eventi, cerimonie e inaugurazioni in tutte le province della Thailandia, e anche all’estero.

Ognuna di queste attività viene quotidianamente documentata tramite dei telegiornali specifici, in cui spesso si vedono le principesse partecipare a questo a a quell’evento, e che in alcuni giorni particolari, come ad esempio il passato compleanno di re Rama IX o durante la festa per la celebrazione dell’abolizione della schiavitù in Thailandia, riportano interviste, spezzoni di video, foto o articoli di giornale dell’epoca in cui mostrano ciò che la Monarchia ha fatto per la popolazione.

Nessuno impone ai thailandesi di appendere in casa una foto del re e della regina, ma molti di loro lo fanno perché VOGLIONO farlo. E il reato di lesa maestà in realtà riguarda più gli stranieri che i thailandesi, anzi: anni fa è capitato che alcuni turisti occidentali ubriachi avessero strappato le bandiere thailandesi e rovinato le foto di re Rama IX e della regina. Una volta arrestati dalla polizia, le forze dell’ordine dovettero cercare di proteggere i turisti dalla folla inferocita che voleva metter loro le mani addosso, perché “chi offende il nostro re e la nostra regina, offende prima di tutto noi”.

E se volete vedere qualche altra prova della fedeltà della popolazione alla famiglia reale, vi basti cercare le foto e i video del funerale di re Rama IX: l’intero stato si è fermato per un anno, in lutto, con la camera ardente aperta ogni giorno per permettere alla popolazione di visitare il loro amato re. Testimonianze di amici e conoscenti che sono andati a Bangkok mi hanno confermato che era necessario mettersi in coda alle 4 del mattino per poter essere sicuri di entrare per la giornata, e la camera ardente apriva alle 8 del mattino!

Insomma, forse può essere difficile da capire da chi vive nei paesi in cui l’unica cosa che una famiglia reale fa è far parlare di sé, più nel male che nel bene solitamente – basti vedere tutti i tabloid concentrati sulle relazioni passate del giovane principe Henry, oppure su quanto scalpore hanno portato a livello internazionale i matrimoni dei due figli di Lady Diana.

Qui in Thailandia non ci si concentra tanto sulla vita privata dei membri della famiglia reale, preferendo invece puntare gli occhi su ciò che essi fanno per il popolo e il loro impegno sociale per migliorare la vita dei più bisognosi.

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