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Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari

Premessa: questo post si basa su un vecchio post del vecchio blog, risalente al 2016. Tutte le foto che vedrete sono di quell’anno.

Una delle domande che mi si pone spesso ogni volta che ci si avvicina alla fine dell’anno è “anche i thailandesi festeggiano il Natale?”. Se si volesse dare una risposta rapida, un semplice “no” chiuderebbe immediatamente la questione, ma personalmente preferisco dare qualche spiegazione in più.

Quando arrivai qui la prima volta, nel 2010, mi sentii domandare dai miei colleghi se il Natale fosse una festa religiosa, e che cosa si festeggiasse in tale giorno. Neanche l’inglese poté aiutarmi all’epoca, perché per i thailandesi il fatto che “Christmas” contenga la parola “Christ”, ovvero Cristo, poteva benissimo essere solo una coincidenza.

“Vabbé” penserete voi “Ma almeno Babbo Natale sapranno chi è”. Mi dispiace deludervi, ma questa strana figura è apparsa in Thailandia molto recentemente, e i bambini non hanno idea del fatto che questo vecchio panciuto dalla barba bianca dovrebbe portare doni a tutti i bimbi buoni nella notte del 24 dicembre. Niente alberi dunque nelle case, niente regali, nessun cenone di Natale o riunione di famiglia: ma dunque cos’è Natale? I thailandesi non si danno una risposta univoca: penseranno che sia una festa “Farang”, ovvero occidentale, ma non si fanno problemi né si domandano molto di più.

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari

Eppure andando in giro per la città e nei centri commerciali vi imbatterete in decorazioni natalizie, alberi addobbati a festa, pupazzi di babbi natali in ogni angolo di negozio, e dovrete persino sorbirvi le canzoni di Natale mentre fate la spesa fin dai primi di Dicembre.

Sembrerebbe una contraddizione, ma in realtà credo si tratti semplicemente di marketing: Natale è una moda, un motivo per far festa e uscire con gli amici, la scusa per fare sconti e invitare più persone a fare shopping e a riempire i ristoranti.

Detta così è un po’ triste come considerazione, ma è anche vero che i thai non capiscono quanto sia importante questa festività, e solamente quando la si compara con il Songkran, la loro festa della famiglia, cominciano a capire il significato: Natale non è solo fare shopping, scambiarsi regali e mangiare a volontà, e non è sinonimo di vacanza lunga come purtroppo ho sentito dire al telegiornale (giuro che ho sentito con le mie orecchie la giornalista esordire con “perché per i Farang/stranieri il Natale non è altro che un periodo di vacanza lungo”).

Per me Natale è soprattutto famiglia, stare insieme, persino la tradizione di fare l’albero e il presepe per me non è altro che una scusa per stare insieme con le persone più care, andare in giro cercando le decorazioni adatte, ed infatti ogni pallina, ogni statuetta può essere collegata ad un ricordo.

Il concetto di famiglia che parte dalla singola unità familiare, per poi espandersi in un pensiero più grande, che nasce nel vedere Gesù bambino nella mangiatoia, per concretizzarsi infine in un’idea di famiglia collettiva che ci vede tutti quanti coinvolti come fratelli e sorelle in questa grande casa che è la Terra.

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
la novena, prima della messa di mezzanotte. avevano già preparato le sedie per la messa notturna | Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
il momento del battesimo (battesimo “collettivo” nel 2016 a ricevere il sacramento sono stati un adulto e 2 bambini) | Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
Photo by Federica Maccari

E c’è un posto ad Hatyai che “fa Natale” nel modo che piace a me: si tratta della Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, meglio conosciuta come chiesa cattolica di Saengthong, per via della scuola che porta lo stesso nome.

La sera della vigilia dunque mi avreste trovato sicuramente a festeggiare il Natale qui: a partire dalle 19 fino a mezzanotte c’è un fitto “programma” a cui poter partecipare, per prima cosa c’è la novena durante la quale si svolgono anche i battesimi per bambini, giovani e adulti (sono in molti a ricevere i sacramenti del battesimo, comunione e cresima da adulti, dopo aver seguito il corso di catechismo con don Gianni ed aver partecipato attivamente alle messe. Non dimentichiamoci che in fondo la Thailandia è un paese prevalentemente buddhista).

Finita la novena, mentre si aspetta la recita dei ragazzi della scuola, ci si può confessare o fare foto in chiesa, accanto al presepe o agli alberi decorati per l’occasione.

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
un primo piano del presepe esterno | Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
la vista dall’alto della grotta dove è stato allestito il presepe | Photo by Federica Maccari
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
il presepe allestito all’interno della chiesa. tema: bianco natal!
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
le candele dell’Avvento di fronte alla statua di Maria
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
l’altare della chiesa

La recita è organizzata dalle suore della scuola Thida (le scuole cattoliche in città sono due, una maschile e una femminile), ed è ogni anno ispirata alle storie della bibbia, e in particolare alla nascita di Gesù. La particolarità di questi spettacoli sono i balletti delle bimbe più piccole e il fatto che i ragazzi recitano in playback: durante la recita infatti i ragazzi devono solo mimare i dialoghi, che vengono riprodotti tramite gli altoparlanti rendendo chiara ogni singola parola (c’è anche da precisare che il periodo di Natale solitamente coincide con il periodo in cui si tengono gli esami, e oltre a dover studiare i ragazzi si occupano anche di organizzare il festival di Natale a scuola, allestendo bancarelle di dolci e cibi thailandesi, attrazioni per il pubblico, e giochi per i ragazzi).

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
i ragazzi in posa dopo la recita, con don Gianni e una delle suore che si è occupata dello spettacolo “nascosti” tra i bambini | Photo by Federica Maccari

Una volta finita la recita, verso le 21.45, tutti sono invitati a prepararsi per la messa delle 22.00. Si tratta di una messa bilingue, in cui ci sono canti sia in inglese sia in thailandese, così da coinvolgere anche gli stranieri (sono moltissimi i filippini e gli stranieri che partecipano alla messa in inglese del sabato), solitamente la prima lettura è in thai e la seconda in inglese, mentre il salmo è cantato (prima in inglese e poi in thai, così come il resto dei canti).

L’omelia poi viene recitata prima in thai, poi in inglese ed infine don Gianni rivolge qualche parola in italiano per i pochi (ma sempre presenti) italiani sul posto (primi fra tutti don Antonio e don Tito).

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
io, un’amica di mia mamma e don Antonio di fronte al presepe allestito nella scuola. quest’anno gli studenti si sono ispirati a don Bosco, cercando di imitare la basilica di don Bosco in provincia di Asti
Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia
al completo, l’amica di mia mamma, mamma Ralita, don Gianni ed io dopo la messa

Dopo la messa, alcuni volontari si sono occupati di preparare un piccolo rinfresco con un piatto tipico thailandese, riso in brodo, e diversi dolcetti di cocco e torte e non si può negare che si è facilmente venuto a creare un clima cordiale e gioioso, in cui ci si è potuti scambiare gli auguri e chiacchierare un po’.

La gentilezza dei thailandesi e la disponibilità nel preparare sia le decorazioni sia il rinfresco mi ha scaldato il cuore, facendomi sentire veramente partecipe del clima natalizio così come lo ricordo nei periodi invernali durante la preparazione del recital dei bimbi dell’oratorio e della messa della vigilia di Natale.

E allora poco importa se molti non conoscono questa festa, l’importante è fare un respiro profondo, avere pazienza e cercare di spiegare a chi non sa qual è il vero significato del Natale. Quest’anno ne ho approfittato per portare a questa notte magica un’amica di mia mamma, buddista, curiosa di questa festività, e devo ammettere che ne è stata piacevolmente colpita. Un mio amico fa altrettanto, ed ogni anno invita alcuni suoi amici dell’università a partecipare ai festeggiamenti per il Natale.

Natale in fondo è anche questo: condivisione non solo di cibo od oggetti, ma anche di cultura e di tradizioni. Certamente buddisti, musulmani e cristiani possono convivere pacificamente e far conoscere le proprie tradizioni, rispettandosi a vicenda e partecipando insieme alle feste in armonia, proprio come dovrebbe ispirare l’atmosfera natalizia.

Natale ad Hatyai, nel sud della Thailandia

Grazie per aver letto tutto, e per avermi seguito fino ad adesso. E approfitto di questo post per augurarvi Buon Natale! ^_^

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