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Podcast sulla Thailandia, Ep.27 - Ok Kam Lang Kai - ออกกำลังกาย

ragazza con tazza di tè in mano e titolo del podcast

MyFedesign Chiacchiere e Tea – un Podcast sulla Thailandia

Nella puntata del podcast sulla Thailandia di oggi vedremo insieme la parola Ok Kam Lang Kai (ออกกำลังกาย), che si può tradurre come “fare esercizio fisico”, e vedremo in che modo i thailandesi facciano un po’ di movimento per prendersi cura del proprio corpo.

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Buon ascolto (o buona lettura)!


Benritrovati in un nuovo episodio del podcast sulla Thailandia di MyFedesign. Io sono Fede e sono qui per farvi un po’ di compagnia con questa chiacchiera in cui vedremo insieme alcune parole e frasi thailandesi particolari che ci permetteranno di approfondire la cultura thailandese.

Si tratta di parole che spesso necessitano di una spiegazione aggiuntiva alla semplice traduzione in italiano, perché nascondono un significato strettamente legato agli usi e costumi dei thailandesi.

Io sono qui con la mia immancabile tazza di tè, ma sentitevi liberi di tenermi in sottofondo mentre fate altro; potete ascoltarmi mentre fate una passeggiata o vi allenate, mentre fate la spesa oppure mentre vi occupate delle faccende domestiche.

E dopo questa breve introduzione, direi che è il momento di passare all’argomento di oggi.

La frase di oggi e il tè del giorno:

Oggi vedremo insieme la parola Ok Kam Lang Kai (ออกกำลังกาย) che può essere tradotta come “fare esercizio fisico”. E quale tè poteva essere abbinato a questo argomento se non il rinfrescante tè alla menta?

Questa bevanda è tipida dei paesi del nord Africa che appartengono alla zona del Magreb, ovvero Marocco, Algeria e Tunisia. Grazie alle tribù nomadi come i Tuareg, il tè alla menta si è poi diffuso anche in altri stati dell’Africa; il Marocco però rimane lo stato più legato a questa bevanda.

È infatti in questo paese che ha fatto la sua prima comparsa il tè, arrivato come dono da parte della regina Anna di Gran Bretagna al sultano del Marocco, tra il XVIII e il XIX secolo.

E, forse proprio per ricordare questo evento, in Marocco il tè alla menta, che mescola quindi il dono inglese alle foglie di menta locali, è diventato la bevanda dell’ospitalità, che si offre quindi agli ospiti in visita.

Per la sua preparazione, esiste una cerimonia del tè apposita, in cui è il capofamiglia a preparare il tè da offrire agli ospiti.

Esistono diversi modi di preparare il tè alla menta, a seconda della zona in cui ci si trova; le differenze stanno non solo nel rapporto tra foglie di tè e foglie di menta, ma anche nella preparazione vera e propria. In alcune zone infatti le foglie di tè e di menta vengono messe in infusione insieme, ma in altre aree vengono infuse separatamente.

Visto che per questa bevanda viene usato il tè verde, se dovessi prepararmelo da me credo proprio che opterei per un’infusione separata. È vero che il processo diventa più lungo, ma se vi ricordate vi ho già raccontato di come le foglie di tè verde, se lasciate in infusione per tempi troppo lunghi, possano dare un gusto amaro alla bevanda.

Le foglie di menta invece necessitano di più tempo per rilasciare il loro aroma, ed infatti per preparare un infuso alla menta sono necessari dai 10 ai 15 minuti per ottenere una bevanda alla menta rinfrescante e dal gusto pungente.

Il primissimo passaggio per preparare questo tè è quindi il seguente: versare dell’acqua calda sulle foglie di tè verde e lasciare in infusione per circa 20 secondi. Questo primo liquido viene denominato come “spirito del tè”, e in questo caso si consiglia di tenerlo da parte, per aggiungerlo alla bevanda finale prima di servirla.

Questo spirito del tè ha un gusto molto forte, e aggiungerlo alla fine permette di rinvigorire il sapore del tè che potrebbe essersi “spento” durante l’infusione delle foglie di menta.

Dopo aver messo da parte questa prima acqua, si passerà all’infusione del tè vera e propria, che dura circa 3 minuti.

Ora è il momento di passare alle foglie di menta e all’aggiunta dello zucchero: questi due ingredienti vengono aggiunti nel tè che viene messo a bollire a fuoco lento per 10-15 minuti. Una volta terminata questa fase, a fuoco spento, si aggiungerà lo spirito del tè che si era messo da parte, ed infine si potrà degustare il tè alla menta, che viene poi servito 3 volte. Da qui il detto

il primo bicchiere è dolce come la vita, il secondo è forte come l’amore, il terzo è amaro come la morte.

Ok Kam Lang Kai, ovvero il termine generico per indicare il fare esercizio fisico

Quella di oggi è una parola particolare, non perché nasconda un qualche significato tipico della cultura thailandese, ma perché si tratta di un termine di cui sento davvero il bisogno in italiano.

Mi spiego meglio: in italiano è abbastanza comune la frase “faccio sport”, ma dire “faccio dell’attività fisica” mi suona sempre molto strano.

Sarà forse che la parola “attività fisica” richiama alla memoria le ore di educazione fisica della scuola, ma troppo spesso mi sono trovata a dover spiegare con tante parole un concetto semplice che in thailandese si traduce con un solo termine, Ok Kam Lang Kai.

Ok Kam Lang Kai racchiude in sé ogni tipo di esercizio fisico: non solo sport quindi, ma anche altre attività come corsa, nuoto, yoga, esercizi cardio, aerobica, persino danza e ballo…

Un generico “mi alleno”

Quando ad una visita medica il dottore di turno ti chiede “Kun Ok Kam Lang Kai Kee Krang Nai Nueng Atit?” (คุณออกกำลังกายกี่ครั้ง ในหนึ่งอาทิตย์?), ovvero “quante volte fai attività fisica in una settimana?”, ciò che vuole davvero sapere non è COSA fai, ma QUANTO fai.

Non c’è bisogno di rispondere nel dettaglio quale attività si fanno in quale giorno e in quale ora. Si può semplicemente rispondere Chan Ok Kam Lang Kai See Krang To Atit Praman Nueng Chua Mong To Krang (ฉันออกกำลังกาย สี่ครั้งต่ออาทิตย์ ประมาณหนึ่งชั่วโมงต่อครั้ง) ovvero “faccio esercizio fisico (Chan Ok Kam Lang Kai) per 4 giorni la settimana (See Krang To Atit) per circa un’ora (Praman Nueng Chua Mong To Krang)” – letteralmente sarebbe “circa un’ora per volta”.

A meno che il dottore non voglia altri dettagli, non c’è bisogno di elencare cosa si fa nello specifico, anche perché per molti fare esercizio fisico non è una scelta causata dalla propria passione per lo sport, ma più una necessità per prendersi cura del proprio corpo.

Fare dell’esercizio fisico è importante, ma può essere noioso

Io odio Ok Kam Lang Kai.

Cioè, non mi piace proprio. Si tratta di un’attività che mi viene presto a noia, ma so quanto sia importante muoversi e allenarsi, soprattutto visto che passo la maggior parte delle mie giornate seduta al computer.

Provo una grande invidia per chi invece si diverte allenandosi. Però, personalmente, alla frase “fare sport” ho sempre storto il naso, sia perché non ho mai trovato uno sport che mi appassionasse davvero, sia perché alle mie orecchie suonava come qualcosa di troppo impegnativo.

Ma il termine generico Ok Kam Lang Kai mi ha un po’ sbloccato: mi alleno sì, ma alterno le modalità e gli esercizi a seconda di come mi sento.

Ecco quindi che magari un mese scelgo di allenarmi seguendo dei video cardio, per poi passare il mese dopo a preferire gli esercizi del Nintendo Fit Adventure, dopo i quali dedico una sessione di yoga come forma di stretching. E il mese dopo ancora potrei cambiare e dedicarmi all’ellittica. Per poi cambiare nuovamente e tornare sui miei passi, ricominciando ad allenarmi secondo una delle attività che vi ho appena descritto.

Nonostante tutti questi cambiamenti, alla domanda se faccio dell’Ok Kam Lang Kai, potrei sempre rispondere affermativamente.

Mentre, se parlo con un’amica italiana, dovrei cominciare ad aggiornarla dicendo “ah, sì mi alleno, ma no, aspetta, quello non lo faccio più, adesso ho cambiato…”

Fare Ok Kam Lang Kai gratuitamente

Nonostante non impazzisca per l’esercizio fisico, da quando vivo in Thailandia mi è capitato di provare molte attività diverse, per la maggior parte gratuite.

Perché, per fortuna, qui in Thailandia fare Ok Kam Lang Kai non è così costoso come potrebbe sembrare.

Certo, anche qui ci sono le palestre e i campi sportivi, ma ci sono anche tanti altri eventi gratuiti a cui si può partecipare, indipendentemente dall’età.

Fitness area nei parchi

Nei parchi spesso sono presenti delle aree fitness con tanto di attrezzi da poter usare gratuitamente, solitamente in materiali verniciati per resistere agli agenti atmosferici.

Queste zone sono molto vive verso il tardo pomeriggio, poiché molti scelgono di venire a fare un po’ di esercizio fisico dopo il lavoro, magari portando anche i figli che possono così arrampicarsi sulle strutture apposite e giocare con gli altri bambini.

Quest’idea è spesso ripresa anche nelle zone residenziali, al cui interno c’è sempre almeno un piccolo parco in cui spesso è presente anche un’area fitness per allenarsi.

Parcheggi e spazi pubblici trasformati in spazi per allenarsi

In ogni città poi ci sono degli spazi dedicati alle attività di gruppo, come esercizi cardio, Tai Chi (che in thailandese si chiama “Tai Kek” ไทเก็ก) e aerobica.

Queste aree sono allestite con un piccolo palco su cui i volontari salgono per far vedere gli esercizi da fare. Gli orari sono prestabiliti e possono cambiare di posto in posto, per risultare comodi a tutti; solitamente ci si riunisce la mattina presto, verso le 5, oppure la sera, verso le 18, ovvero dopo l’orario di chiusura degli uffici.

Solitamente si tratta di aree pubbliche, come ad esempio il parcheggio del centro commerciale, o il parcheggio dell’ospedale, ed in questi casi, quell’area del parcheggio viene delimitata in quei determinati orari, per garantire la massima sicurezza a tutti i partecipanti.

Ma anche i campi sportivi e le università mettono a disposizione varie aree gratuite: ad esempio, ad Hatyai ricordo che c’era un campo sportivo aperto al pubblico che permetteva, a chi voleva correre, di farlo all’interno della pista da 400 metri, mentre in un’area del parcheggio era allestito un palco per l’aerobica.

L’università di Hatyai poi è stata tra i posti che ho frequentato di più quando vivevo lì: oltre ad andare a giocare a volano nei campi gratuiti con i miei colleghi, dopo l’orario di lavoro, è qui che, grazie ad un’amica conosciuta in chiesa, ho cominciato a frequentare il gruppo di ballo da sala e balli latini americani, che si riuniva ogni Venerdì per due ore, composto per la maggior parte da signore in pensione che hanno lavorato all’università.

Aneddoto sul ballo

Tra l’altro, ho un piccolo aneddoto sul ballo a questo proposito. Il gruppo dell’università si ritrovava dalle 16 alle 18, e io ho cominciato a frequentarlo nel periodo in cui facevo la freelance.

Quando ho poi trovato lavoro in ufficio, in cui l’orario di chiusura erano le 17.30, al colloquio di lavoro chiesi se potevo andare via mezz’ora prima il Venerdì per poter continuare a partecipare (anche se solo per un’ora) al gruppo, recuperando poi quella mezz’ora il Sabato (in cui l’ufficio chiudeva alle 15.30).

Ebbene, il capo accettò senza problemi questa mia richiesta, dicendomi che anche lui faceva sport e che quindi capiva il perché ci tenessi tanto.

La giornata dello sport in ufficio

Tra l’altro, quello fu anche il primo ufficio dove ho lavorato dove organizzavano “la giornata dello sport”, ovvero “Wan Ki-La” (วันกีฬา).

Ki-La (กีฬา) si traduce proprio come “sport”, e ha una connotazione un più competitiva rispetto al semplice Ok Kam Lang Kai, proprio come in italiano.

Fatto sta che questa pratica è abbastanza comune negli uffici, che organizzano una giornata dello sport all’anno come attività per rinforzare l’intesa dei dipendenti e dar loro un giorno di svago all’insegna del gioco di squadra.

Le competizioni sportive a scuola

La giornata dello sport probabilmente è un evento che richiama il periodo scolastico.

Qui in Thailandia infatti, esistono due tipi di competizioni sportive: una interna alla scuola stessa, e una che vede varie scuole sfidarsi l’un l’altra.

Questo periodo viene chiamato in thailandese “Keng Ki-la See” (แข่งกีฬาสี) che si potrebbe tradurre malamente come “competizione sportiva a colori”.

La presenza della parola “colori” (สี) non è un caso; mi ha raccontato mia mamma che ai suoi tempi la competizione interna alla scuola divideva gli studenti in 4 squadre, ognuna identificata con un colore differente: giallo (See Lueang | สีเหลือง), rosso (See Daeng | สีแดง), verde (See Kiaw | สีเขียว)e blu (See Nam-Ngeun สีน้ำเงิน).

Gli studenti venivano estratti a sorte, indipendentemente dall’età e dalla classe: si tratta quindi di un evento che unisce grandi e piccini in un’unica squadra, capitanata da un caposquadra allievo (anch’esso estratto a sorte) e un professore o professoressa di riferimento che aiutava a gestire le sessioni di allenamento e a dividere i vari partecipanti nelle attività in cui se la cavavano meglio.

Questo evento poteva durare anche più di una settimana, a seconda del numero di attività organizzate, e prevedeva l’uso di una divisa apposita, ovviamente del colore della propria squadra.

Le competizioni tra scuole portano questo concetto ad un altro livello, che per certi versi può ricordare le olimpiadi. Ogni scuola ha dei suoi colori di riferimento, e gli allievi scelti a rappresentarla avranno una divisa con quei colori.

Il primo giorno della competizione, c’è una sfilata di tutte le scuole in concorso, ognuna delle quali ha il caposquadra che avanza con la bandiera della scuola, a cui seguono la banda, le majorette e gli atleti che parteciperanno alle varie attività.

È possibile assistere a questa sfilata anche se non si è studenti, poiché essa avviene nelle strade della città, e ha come punto di arrivo il campo sportivo in cui si svolgeranno le gare.

Insomma, si tratta di grandi eventi che movimentano di molto la vita scolastica e che permettono di pensare alla scuola anche come luogo di divertimento in cui non è necessario stare tutto il giorno seduti ad un banco con un libro davanti.

Queste competizioni sono presenti sin dall’asilo e continuano fino all’università; non stupisce quindi che l’idea di avere una giornata dello sport sia stata poi riproposta in molti uffici, anche per incentivare le persone a prendersi maggiormente cura del proprio corpo e capire quanto fare un po’ di movimento possa far bene alla salute.

Esercizi per contrastare i sintomi della Office Syndrome

In Thailandia non c’è ancora l’abitudine presente in molti paesi asiatici, come ad esempio il Giappone, di fare ginnastica sul luogo di lavoro, però i thailandesi sono abituati fin da bambini a sperimentare con varie forme di Ok Kam Lang Kai.

Le varie strutture e attività gratuite che è possibile trovare in ogni città, poi, permettono a grandi e piccini di unirsi ad altri per fare un po’ di movimento, ed avendo partecipato diverse volte anche io, vi posso assicurare che l’età dei partecipanti è davvero molto varia.

Per finire la puntata di oggi non ho un vero e proprio aneddoto sportivo, né una fiaba da raccontarvi. Oggi lascio la parola, almeno metaforicamente, a mamma Ralita, che vuole condividere con voi 5 facili esercizi che potete fare anche voi in casa, e che sono consigliati per combattere i sintomi della cosiddetta “Office Syndrome” (in thailandese si scrive “ออฟฟิศซินโดรม” e si legge esattamente come in inglese), ovvero la “sindrome da ufficio”.

Il consiglio di mia mamma, che ha avuto modo di partecipare a un interessante convegno in cui ha imparato queste figure, appartenenti alla scuola del “Maniwed” (มณีเวช), che basa le sue teorie sull’equilibrio del corpo, è quello di fare questi esercizi tutti i giorni, anche solo per 5 minuti.

[ Quello del Maniwed è un argomento molto complesso, che però non starò ad approfondire in questo momento, ma se vi interessa saperne di più, fatemelo sapere con un commento che magari ci faccio un post o un video sopra… o magari una futura puntata del podcast. ]

So che potrebbe risultare un po’ complicato spiegare questi esercizi usando solo le parole, ma vi preparerò presto un mini video al riguardo, per mostrarvi meglio come eseguirli correttamente.

Per prima cosa, se siete seduti, alzatevi, e tenete i piedi alla larghezza delle spalle. E rilassate le spalle: una delle cose che più spesso causa il mal di schiena e i dolori al collo sono proprio le spalle contratte, dovute spesso a causa di una cattiva postura, ma che possono essere causate anche dallo stress.

Esercizio 1

Per il primo esercizio unite le mani davanti a voi secondo il gesto del “wai”. Dopodiché portate le mani giù verso il basso, poi separatele e portatele separatamente verso l’alto, facendo un semicerchio a destra e a sinistra.

Fate questo movimento per 3 o 5 volte, in maniera lenta e concentrata: cercate di far lavorare i muscoli delle braccia e delle mani, estendendo le dita verso l’esterno, lontano da voi.

Esercizio 2

Per il secondo esercizio, chiudete le mani a pugno, e portatele davanti al petto, mettendo un pugno contro l’altro, e spingendo. Dopodiché, allontanate lentamente i pugni verso l’esterno, finché non avrete le braccia completamente distese davanti a voi. Ora, aprite le mani, ed estendete ogni singolo dito per allontanarlo dagli altri. Ora, allontanate le mani tra di loro, e portatele verso le spalle facendo un semicerchio orizzontale a destra e a sinistra.

Il distendere le singole dita è molto importante, soprattutto per chi scrive molto al cellulare o alla tastiera, e si sente le dita “incriccate”. Ripetete questo esercizio 3 o 5 volte.

Esercizio 3

Il terzo esercizio è quello più semplice da spiegare a parole: immaginate di dovervi togliere la maglia che state indossando. Incrociate le braccia, portando la mano destra sul fianco sinistro e la mano sinistra sul fianco destro. Dopodiché, fate il gesto che fareste per togliervi la maglietta, ovvero portate le braccia in su, sopra la testa, e distendetele verso l’alto. Infine, scendete verso il basso formando un semicerchio verticale a destra e a sinistra.

Anche per questo esercizio, il consiglio è quello di farlo lentamente, cercando di concentrarvi sui singoli muscoli della schiena e del collo (una variante prevede che quando avete le braccia giù, il mento si protragga verso il busto, mentre quando avete le braccia su, il mento si distenda verso l’alto). Potete ripetere anche questo esercizio 3 o 5 volte.

Esercizi 4 e 5

Infine, gli esercizi quattro e cinque sono simili, poiché prevedono entrambi di far ruotare le braccia, prima indietro (esercizio 4) per 3 o 5 volte, e poi in avanti (esercizio 5) per altre 3 o 5 volte. Anche in questo caso, movimenti lenti e cercate di allungare le mani il più possibile verso l’esterno, per smuovere tutti i muscoli delle braccia e della schiena.

Questo esercizio potrebbe risultarvi familiare, o almeno, io ricordo di averlo fatto diverse volte nelle ore di educazione fisica come riscaldamento.

Questi esercizi sono considerabili Ok Kam Lang Kai?

Tutto qui.

Come vedete, questi 5 esercizi sono molto semplici da fare, e non portano via molto tempo.

Li potete fare ovunque, a patto di avere abbastanza spazio per muovere le braccia.

Se passate la maggior parte della giornata seduti davanti al pc, e ogni tanto vi sentite “incriccati”, potete fare una pausa facendo questi esercizi per “sgranchirvi un po’”. E se lavorate in un ufficio pubblico, e non volete farvi vedere da colleghi o clienti, non dimenticate che potete sempre rifugiarvi in bagno per fare questi esercizi.

E, se questi esercizi non vi bastano, o avete ancora qualche altro dolorino, provate a sgranchirvi seguendo il vostro corpo: se avete male al collo ad esempio potete guardare a destra, e poi a sinistra, in basso e poi verso l’alto, oppure ruotare lentamente la testa prima in senso orario e poi in senso antiorario.

Se cominciate a sentire un po’ di disturbo agli occhi, togliete gli occhiali (se li indossate), e poi stringete forte gli occhi per 5 secondi, apriteli e sgranateli al massimo per altri 5 secondi, ripetendo questo esercizio per un un altro paio di volte.

Ma questi esercizi valgono come Ok Kam Lang Kai? Beh, sempre di esercizi si tratta, anche se non sono focalizzati sulla forma fisica e non ci si può aspettare di mantenersi in forma con questi piccoli esercizi.

Però se ci concentriamo sui benefici che possono avere per contrastare la Office Syndrome, ovvero la sindrome da ufficio, sono degli ottimi esercizi per fare una pausa e sgranchirsi un po’.

Conclusione

Ed eccoci arrivati alla fine di questo episodio del podcast di MyFedesign. Grazie per avermi dedicato un po’ del vostro tempo; spero che la puntata di oggi vi sia piaciuta e che gli esercizi vi risulteranno utili.

Oggi abbiamo visto insieme la parola Ok Kam Lang Kai (ออกกำลังกาย), che si può tradurre come “fare esercizio fisico” oppure come “allenarsi”, e che ci ha dato l’opportunità di parlare di come lo sport sia sempre stato integrato nelle vite dei thailandesi fin da bambini e delle varie possibilità gratuite che hanno i thailandesi per fare un po’ di movimento e prendersi così cura del proprio corpo.

Se volete lasciarmi un vostro commento, potete trovare tutti gli episodi sia sul blog myfedesign.com sia nella playlist sul canale YouTube. Quando uscirà il video sugli esercizi che vi ho descritto nell’ultima parte del podcast, li potrete trovare sul blog e su YouTube.

Per ricevere tutti gli aggiornamenti sulla pubblicazione di nuovi contenuti vi consiglio di seguire la pagina Facebook, oppure l’account Instagram o se preferite Twitter; mi trovate sempre con il nome “MyFedesign”.

Siete curiosi di leggere anche qualche cosa in più riguardante il dietro le quinte o se voleste supportare questo progetto, potete trovarmi anche su Ko-Fi.

E mentre sorseggio il mio ultimo sorso di tè, vi auguro buona giornata e spero di rivedervi anche nella prossima puntata.

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