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Copricapi e abiti thailandesi indossati da Lisa delle BlackPink

un fotogramma del video musicale Lalisa di Lisa delle Blackpink in cui indossa gli abiti tradizionali thailandesi
Photo by Twitter | #ASAVAforLALISA

I copricapi e gli abiti thailandesi tradizionali sono tornati sulla scena mondiale quando la cantante Lisa delle BlackPink li ha indossati nel suo primo singolo. Basti pensare che nei mercati di Bangkok molti vestiti simili sono stati acquistati dai fan, che hanno voluto poi omaggiare Lisa con dei video cover.

Chi sono le BlackPink?

Per i pochi che non hanno mai sentito parlare del famoso gruppo coreano BlackPink, deve sapere che è composto da quattro componenti: Jisoo, Jennie, Rosé e Lisa.

Ed è proprio su quest’ultima che ci soffermeremo oggi. Lisa, la rapper e dancer del gruppo, è effettivamente l’unica “straniera”, in quanto di origini thailandesi.

Jisoo e Jennie sono infatti entrambe coreane, mentre Rosé ha la doppia nazionalità coreana e neozelandese, poiché è nata e cresciuta in Neo Zelanda. Entrambi i genitori di Rosé però sono coreani, quindi non è completamente estranea alla cultura del Sud Corea.

Immagine pubblicitaria della banca thailandese Kasikorn Bank con le quattro idol del gruppo coreano delle BlackPink
In ordine: Jisoo, Jennie, Lisa e Rosé per una pubblicità della banca thailandese Kasikorn| Photo by Kasikorn Bank Advertising

Lisa è una ragazza thailandese che non ha mai rinnegato le proprie origini. La rapper ha infatti voluto integrare la cultura thailandese anche nel suo primo singolo, Lalisa.

Photo by ellethailand.com
Photo by ellethailand.com

Oggi andremo a dare un’occhiata al set e ai costumi indossati proprio nel video musicale, soffermandoci in particolare sul copricapo thailandese. Nel video però ci sono anche altri piccoli easter egg che richiamano la Thailandia, come ad esempio le insegne dei street food all’inizio della canzone.

Lalisa: un video musicale virale che ha attirato gli sguardi di occidentali e asiatici

Esistono moltissimi copricapi thailandesi differenti, che si possono distinguere sia per il periodo storico sia per le classi sociali che li indossavano.

Questi copricapi infatti si sono evoluti nel corso della storia grazie alle varie influenze dell’epoca, senza paura di perdere la propria identità.

Fermo immagine dal video musicale Lalisa
Photo by meaww.com

Gli artisti thailandesi hanno spesso sperimentato e fatto evolvere sia gli abiti sia gli accessori tradizionali della loro cultura. Ed è forse proprio per questo motivo che l’aver visto Lisa vestita così ha portato moltissimi thailandesi a sentirsi orgogliosi dei riflettori puntati sul vestito e sul copricapo tradizionale thailandese.

Attenzione però: l’abito indossato da Lisa è sì un abito tradizionale thailandese, ma è molto modernizzato (e corto), rispetto a quelli che si possono vedere normalmente raffigurati in Thailandia – forse anche per rispecchiare la tipologia di vestiti indossati dalle idol coreane.

Dettagli del vestito tradizionale thailandese indossato da Lisa delle BlackPink nel video musicale Lalisa
Photo by sanook.com

Un designer thailandese per realizzare un vero vestito thai

A realizzare il costume indossato da Lisa è stato il famoso stilista thailandese Polpat Asavaprapha ( พลพัฒน์ อัศวะประภา ), conosciuto con il soprannome di Moo ( หมู ), fondatore e direttore della casa di moda Asava.

Moo Polpat ha avuto modo di realizzare diversi costumi per diverse miss thailandesi, ed è un personaggio molto conosciuto nell’ambito della moda.

Non c’è dunque da stupirsi dei cambiamenti portati per rendere il vestito thailandese più moderno, senza però dimenticare gli aspetti più importanti che ne caratterizzano l’identificazione con la cultura thai.

Sketch originale per l’idea del vestito per il video musicale Lalisa realizzato dalla casa di moda thailandese Asava
Photo by Twitter | #ASAVAforLALISA

Il vestito è composto da due parti: una inferiore e una superiore. Quella superiore risulta molto accorciata rispetto ai classici Patung; la parte superiore invece è molto semplice, e avvolge il busto per poi andare a trasformarsi in un lungo strascico, che in qualche modo ricorda gli abiti da sposa. In realtà l’ispirazione arriva dagli abiti delle principesse thailandesi, o meglio, dalle rappresentazioni di quei vestiti nelle serie tv e nei telefilm che hanno popolato l’immaginario collettivo dell’epoca.

Il vestito è realizzato in stoffe thailandesi, il tutto decorato con pietre Swarovski.

A completare il look ci sono poi i bracciali in oro posizionati sulle parti superiori delle braccia, e il copricapo tipico thailandese.

Foto promozionale del video musicale di Lalisa, con Lisa delle BlackPink in abiti tradizionali thailandesi, realizzato per la casa di moda thailandese Asava
Photo by Twitter | #ASAVAforLALISA

Un copricapo con molti nomi

La maggior parte dei thailandesi che ha visto il video ha sicuramente esclamato “Cha Daa” ( ชฎา ) quando ha visto il copricapo indossato da Lisa.

Il nome Cha Daa dovrebbe risultarvi familiare: si tratta infatti di una delle consonanti thailandesi, che è spesso accompagnata proprio dall’immagine di uno di questi copricapi, dotati di una punta a cono che si eleva verso l’alto.

Immagine di una donna thailandese in costume con un copricapo thailandese tipico di nome Cha Daa, che è anche una lettera dell’alfabeto thailandese
Photo by ittichai janthawong | flickr.com

Se ci soffermiamo sui dettagli però noteremo che il copricapo indossato da Lisa non è propriamente un Cha Daa; o meglio, appartiene ad un’altra tipologia di copricapo.

Differenze tra Cha Daa e Rad Klao Yod

Quello che Lisa indossa è un “Rad Klao Yod” ( รัดเกล้ายอด ) che presenta piccole differenze rispetto al Cha Daa.

Il Cha Daa infatti incornicia il viso, presenta delle decorazioni per le orecchie che formano un pezzo unico con il copricapo ed è anche più grande rispetto ad un Rad Klao Yod.

Immagine del copricapo thailandese Cha Daa dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Rad Klao Yod | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Per semplificare, possiamo dire che un Cha Daa viene indossato come un casco, e si deve quindi adattare perfettamente alla testa di chi lo indossa, mentre un Rad Klao Yod viene semplicemente appoggiato sulla testa.

Un’altra piccola differenza che però potrebbe aver avuto molta importanza in questo contesto sono i capelli: solitamente nei Cha Daa che incorniciano il viso, i capelli sono completamente nascosti dal copricapo, mentre qui si è preferito lasciare in vista la frangia, tratto distintivo di Lisa, in modo da renderla più facilmente riconoscibile.

Differenze tra il copricapo Rad Klao Yod indossato da Lisa delle BlackPink nel video Lalisa e il copricapo Cha Daa
Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Copricapi thailandesi femminili e maschili

Il Cha Daa esiste in due versioni: una maschile, denominata Tua Pra ( ตัวพระ – a sinistra nell’immagine qui sotto), e una femminile, conosciuta con il nome di Tua Nang ( ตัวนาง – a destra nell’immagine sotto), che si differenziano per alcuni dettagli.

Il Tua Nang è solitamente più basso rispetto al Tua Pra, e presenta un diadema centrale nella parte che incornicia il viso, che invece non è presente nel Cha Daa maschile.

Immagine delle differenze tra i  copricapi thailandesi Cha Daa maschili e femminili, dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Le differenze tra Cha Daa maschile (sinistra) e Cha Daa femminile (destra) | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Il copricapo thailandese: Mongkut o Siraporn

Cha Daa e Rad Klao Yod sono due tipologie di copricapi differenti, che possono essere uniti sotto la categoria Siraporn ( ศิราภรร์ ) o Mongkut ( มงกุฎ ).

Entrambi questi termini indicano degli oggetti decorativi per la testa, e sono intercambiabili tra di loro. La presenza di due nomi non ci deve confondere: Siraporn è il termine utilizzato nel linguaggio di livello alto, quello che potremmo chiamare linguaggio formale o “linguaggio burocratico”, mentre Mongkut viene utilizzato più comunemente nel parlato o linguaggio informale.

Spesso il termine Mongkut viene utilizzato anche per indicare le corone occidentali, che sono effettivamente degli accessori decorativi per il capo.

Immagine del copricapo thailandese Mongkut dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Mongkut | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

La forma particolare dei Mongkut thailandesi

E poiché la cultura thailandese tiene in grande considerazione la testa, in contrapposizione ai piedi che vengono considerati “sporchi” (per approfondire dai un’occhiata a questo post), spesso i Siraporn o Mongkut devono venire benedetti prima di essere posti sulla testa di qualcuno, soprattutto se si tratta di oggetti da indossare durante riti od occasioni particolari (si parla perlopiù di Mongkut “originali” indossati dai membri della famiglia reale o da qualche autorità religiosa).

In fondo, se ci fermiamo a guardare con attenzione alla forma di questi copricapi, potremmo notare che somigliano molto a quelli indossati da Buddha nelle varie sue rappresentazioni artistiche pittoriche e scultoriche.

La loro forma inoltre riprende quella dei Chedi, edifici presenti all’interno dei templi buddisti thailandesi (per approfondire, puoi rivedere tutte le strutture del tempio QUI).

Forse è anche per questo motivo che i Mongkut sono tenuti in alta considerazione dai thailandesi, senza però dimenticare che ne esistono appunto di due tipi: i Mongkut reali o originali, destinati ad un utilizzo occasionale sono durante alcune cerimonie ed eventi importanti, e i Mongkut “copie”, che possono venire utilizzati per esibizioni artistiche e musicali.

Immagine del copricapo thailandese Mongkut dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Mongkut | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Come viene visto l’uso dei Mongkut nella cultura thailandese

Ecco quindi che la cultura thailandese ci mostra questa contrapposizione tra contesto “sacro” e profano, che può confondere molti occidentali, poiché differenzia l’uso dei Mongkut originali e delle copie, permettendo agli artisti thailandesi e internazionali di usare parte della cultura thailandese nelle loro produzioni artistiche.

Dico che potrebbe confondere, perché a prima vista i Mongkut originali e le copie sono identiche: a differenziarle è il materiale utilizzato per realizzarli, che ne va a modificare anche il peso. Ma se non si ha occasione di prenderne uno in mano, è davvero difficile riuscire a capire se un Mongkut è originale o meno.

Ovviamente i thailandesi sanno che se un artista indossa un Mongkut quello sarà sicuramente una copia, ma non si può dire la stessa cosa degli stranieri.

Lisa è thailandese, e il suo indossare vestiti tradizionali thailandesi in un video Kpop è interpretato come un “mostrare le proprie origini al resto del mondo” (stiamo parlando di un video che ha raggiunto più di 241 milioni di visualizzazioni in meno di un mese, ovvero dal 10 Settembre 2021, data di uscita, al 4 Ottobre, giorno in cui sto scrivendo il post).

D’altra parte però non è stato considerato uno scandalo vedere star internazionali utilizzare i costumi tradizionali thailandesi nei loro video musicali (ad esempio Michael Jackson nel famoso video Black or White, in cui compaiono 6 ballerine thailandesi) o indossarli durante i loro concerti (vedi Lady Gaga nel suo concerto a Bangkok del 2012), purché essi vengano utilizzati in contesti che mostrino il rispetto per la cultura thai.

Foto dal set del video musicale Black or White di Michael Jackson in posa al centro con 4 ragazze thailandesi, che indossano i copricapi e vestiti thailandesi tipici
Photo by sanook.com | michael jackson.jpg

Un copricapo in continua evoluzione

Mongkut o Siraporn sono i termini con cui possiamo chiamare genericamente i copricapi tipici thailandesi, mentre Cha Daa e Rad Klao Yod sono due tipologie di Mongkut.

Ma nel corso del tempo, si sono sviluppati anche altre tipologie di Mongkut, e anche i materiali per realizzarli sono cambiati a seconda delle epoche.

La più grande differenza che è possibile vedere è tra i Mongkut precedenti re Rama V (1853-1910) e quelli successivi.

Re Rama V aveva portato la Thailandia ad avere rapporti molto più stretti con l’Occidente, ed in particolare con la Francia, in un periodo in cui l’Art Nouveau o Liberty si era affermato con le sue linee floreali e sinuose, contemporaneamente allo sviluppo della gioielleria.

Caratteristiche dei Mongkut

I Mongkut più antichi erano realizzati solo in oro, ma da re Rama V in poi i Mongkut hanno cominciato a presentare molte decorazioni floreali, mentre cristalli e gemme si sono aggiunte all’oro come decorazioni che hanno aggiunto non solo dettagli visivi, ma che, sui palchi, permettevano a chi li indossava di brillare maggiormente sotto i riflettori.

Dettaglio del copricapo thailandese Mongkut dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempio di Mongkut del periodo di Ayutthaya, precedente re Rama V | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

E se i Mongkut originali utilizzati dalla famiglia reale durante le cerimonie erano realizzati effettivamente in oro e gemme preziose, le loro copie artistiche sono invece realizzate con materiali più accessibili, solitamente in cartapesta e poi rivestite solo superficialmente con oro e cristalli. In alcuni casi, i cristalli possono essere sostituiti con piccoli pezzi di specchio.

L’uso di questi materiali più poveri era stato pensato non solo per rendere i Mongkut più accessibili, ma anche per farli più leggeri e permettere così ad attori e attrici di indossarli per lunghi periodi.

Ovviamente anche i Mongkut copie hanno il loro peso, e Lisa stessa ha confessato in un’intervista che il copricapo che indossava era molto pesante per lei.

Mongkut moderni che mescolano arte europea e siamese

Un’altra tipologia di Mongkut sono i Pan Ju Red ( ปันจุเหร็จ ), che si distinguono da Cha Daa e Rad Klao Yod per l’assenza di oro, per la grande quantità di pietre preziose e per la loro compattezza.

I Pan Ju Red sono molto più bassi, e guardandoli attentamente, si noterà come in realtà i Pan Ju Red non sono altro che corone occidentali che richiamano l’Art Nouveau con le sue forme sinuose e aggiungono decorazioni per le orecchie, tipiche dei copricapi thailandesi.

Una tipologia molti simile ai Pan Ju Red ma che presentano oltre ai cristalli anche delle perle sono i Kra Bang Nah (กระบังหน้า), e sono hanno dimensioni ancora più contenute. Questi Mongkut vengono solitamente utilizzati dalle danzatrici tradizionali, e devono quindi risultare leggeri e favorire i movimenti.

Immagine dei copricapi thailandesi Pan Ju Red e Kra Bang Nah dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Pan Ju Red (a destra) e Kra Bang Nah (a sinistra) Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

I Pan Ju Red sono molto popolari ancora oggi, perché è su di essi che si basano i Mongkut indossati dai Likay nei loro spettacoli. La presenza di pietre preziose o semplici cristalli e gemme li rende esteticamente più simili ai loro costumi di scena, senza metterli in ombra.

Immagine del copricapo thailandese Mongkut usato negli spettacoli teatrali thailandesi Likay dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Mongkut dei Likay | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Seurd, i Mongkut più recenti

I Mongkut più recenti risalgono però a circa 50-60 anni fa, con le prime trasposizioni teatrali delle leggende riguardanti Manora.

Manora era la più giovane delle sette figlie del re della stirpe dei Kinnari, una popolazione di uomini e donne per metà umani e metà uccelli che possono essere considerati come i cugini delle Arpie della mitologia greca.

Non starò qui a raccontarvi nei dettagli della storia di Manora (però se siete curiosi potete approfondire QUI) ma vi basti sapere per ora che in tutte le rappresentazioni di questa storia, che spesso viene raccontata tramite danze tradizionali e musica, come succede nei Khon (recupera il post sul teatro thailandese QUI), gli attori e attrici indossano i Seurd ( เทริด ), dei Mongkut pensati appositamente per questi spettacoli. I Seurd sono realizzati in oro, e sono decorati con piccole gemme.

Immagine del copricapo thailandese Seurd usato negli spettacoli teatrali thailandesi Manora dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Esempi di Seurd | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Le decorazioni per le orecchie

Una caratteristica tipica dei Mongkut thailandesi è data dalla presenza di decorazioni per le orecchie che possono essere incluse nel Mongkut stesso, come accade per i Cha Daa, oppure possono essere a parte, come può accadere nei Rad Klao Yod.

Non si tratta di semplici orecchini, ma di decorazioni che avvolgono la forma esterna dell’orecchio, come possiamo vedere nell’immagine sottostante.

Decorazioni per orecchie dei copricapi thailandesi
Dettaglio della decorazione per orecchio | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

A volte è presente solo una decorazione per orecchie, mentre dall’altro lato è presente un filo con un fiore che è attaccato direttamente al Mongkut.

Nel video Lalisa, possiamo vedere che il Mongkut indossato da Lisa non ha delle tradizionali decorazioni per orecchie; in questo caso infatti il designer che ha realizzato il Rad Klao Yod ha voluto aggiungere moltissimi piccoli fiori che scendono verso il basso ad incorniciarle il viso.

Dettaglio della decorazione per orecchie floreale indossata da Lisa nel video musicale Lalisa
Photo by prestigeonline.com

Mongkut per uomini

Oltre a questi tipi di Chada, esistono anche delle decorazioni utilizzate principalmente dagli uomini.

Il più famoso è sicuramente il Lom Pok (ลอมพอก) un copricapo bianco molto alto, che presenta una decorazione molto semplice nella parte inferiore del copricapo.

Fu indossato dai ministri siamesi durante una loro visita in Francia, sempre nel periodo di re Rama V, ovvero tra il 1853 e il 1910. Attualmente è ancora utilizzato in alcuni riti, come la cerimonia reale del raccolto, indossato dal monaco che guida la cerimonia.

Un altro copricapo maschile è il Muak Song Pra Pad ( หมวกทรงประพาส ) indossato solamente dai soldati, e che è possibile vedere spesso nei telefilm e nei film d’epoca.

Esempi di 2 copricapi thailandesi maschili dal programma televisivo thailandese Kun Pra Chuay
Lompok (sinistra) e Muak Song Pra Pad (destra) | Photo by คุณพระช่วย – Kun Pra Chuay | Programma televisivo thailandese

Curiosità: Buriram e il tempio Prasat Hin Panom Rung

Nella sezione di video ambientata sul set thailandese è possibile vedere un chiaro riferimento a Buriram, la città di Lisa. Le grandi pietre vanno a rappresentare il tempio Prasat Hin Panom Rung ( ปราสาทหินพนมรุ้ง ), che è il simbolo della città.

Molti potrebbero confonderlo con i templi visti in Cambogia o in Birmania, ma in realtà questa tipologia di tempio antico è diffusa in tutta l’Indocina. Molti templi antichi di Ayuttaya hanno strutture simili, e richiamano un periodo storico molto preciso e molto antico.

Tempio thailandese della città di Buriram
Photo by โดย สิทธิพงษ์ อินทะนิน – งานของตัว, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51419287

Curiosità sui suoni e sulla pronuncia

Druante tutta la canzone si nascondono diversi suoni creati da strumenti tradizionali thailandesi, che hanno particolare risalto nella parte di video ambientata sul set thailandese.
Sebbene molti potrebbero confonderli con melodie e strumenti arabi, in realtà le influenze sono molto più asiatiche di quanto potrebbe sembrare.

La particolarità però non finisce qui: sempre in questa parte, il nome di Lisa viene pronunciato in maniera differente rispetto al resto della canzone. La pronuncia thai del nome Lalisa ( ลลิษา ) è infatti corretta in questa parte, mentre si può pensare all’altra pronuncia come ad una pronuncia alternativa internazionale.

Anche il mio nome, quando lo pronuncio in thailandese, acquisisce un suono leggermente differente, soprattutto per quanto riguarda il cognome. La lingua thailandese infatti tende ad allungare le lettere finali per emettere suoni che risultano molto più dolci rispetto all’italiano.

Personalmente trovo molto creativo l’esser riuscita ad inserire anche la pronuncia “corretta” del suo nome originale, secondo la pronuncia thailandese, all’interno di questa canzone.

Fermo immagine dal video musicale Lalisa, ambientato sul set ispirato alla Thailandia
Photo by Image YG Entertainment | YouTube

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